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La mia nonna Käte (Caterina) Schmetz pocco dopo la guerra colla mia mamma in braccia.

 

foto-albero dei antenati miei

albero della famiglia Cassalia

Cassalia nei stati uniti

I miei antenati

Ho antenati dalla Germania (dalla Eiflia vicino a Colonia), dal Belgio e dalla Italia. La seconda guerra mondiale portava il mio nonno al paesino dove un mio bisnonno tedesco operava un albergo. Il nonno nel 1943 era militare italiano, disarmato nella Grecia, portato a un lagro di concentramento a Nürnberg (Nurimberga). I tedeschi gli forzavano al lavoro ad Idar-Oberstein (il nonno parla sempre di 'Orbestein'). Quasi morto dal maltrattamento veniva curato entro 45 giorni a Trier (Trevere) e poi di nuovo forzato al lavoro. Era internato a Walporzheim (vicino a Ahrweiler). La gli incontrava la mia nonna. Lei si innamorava subito ed riesce che il internato Fortunato Cassalia doveva lavorare non solo a riparare le strade nel valle della Ahr durante i bombardamenti (la ferrovia correva subito verso la francia ed nelle gallerie segrete si produceva la 'V2') ma anche per l'albergo del suo padre. Quando arrivavano gli americani la nonna nascondeva il nonno in cantina in un gran barrile per il vino.

Finalmente il nonno doveva ritornare nella Italia. La mia nonna, singola filia dei genitori suoi, rimaneva nella Germania. Prendeva 53 anni di ritrovare il nonno. Dal 1998 fino a oggi o ristaurato la conoscenza dei antenati. Il nono sapeva ancora i nomi dei fratelli del bisnonno suo. Ho controllato i dati al anagrafe e letto i registri della chiesa. I Cassalia vivenao già nel 1633, al inizio del rito cattolico, ad Armo (un certo Giogiuseppe colla sua moglie Marianna Agricò). Altri abitavano certamente nella Motta Sant'Agata. Purtroppo col terremoto del 1783 non veniva soltanto distrutta la città ma anche il maggior parte della sua storia. Tanti Cassalia vivevano a Cataforio, a Gallina e nei dintorni. Tutti i Cassalia nei Stati Uniti saranno parenti lontani. Anche il mio bisnonno lavorava al inizio del seccolo scorso a Lyon Mountain, Nova York e Montreal. Con lui tanti altri cittadini della sua patria. Mancava pocco che non si sarebbe trasferito per sempre a Nova York.

Sul albero geneologico sono salito ramo per ramo. So che il cognome mio derriva da una zona francofonica. Ma non si è sicuro se l'origine sia per davvero la parola francese per volpe (Renard) o soltanto la versione francese del nome franconico (così germanico) Regenhard (raghinhardus), che refirce a una persona dando dei consigli bravi. E stato colpa di un ufficale del anagrafe dello stato di Prussia del 1821 chi ha malscritto Renard o Reinard (la 'i' per allungare la 'e') per Reinnarth. 'th' è un vecchio modo per una 'd'.

Ho prove per otto generazioni del ramo tedesco-franconico e qualche suggerimento per un origine dalla Burgundia, vecchio territorio tra la germania e la francia per la prima volta stabilito di un popolo del nord.